Napoli: 10 progetti per una svolta verso il futuro

Da troppo tempo, ormai, Napoli appare una città periferica e senza futuro, culturalmente ripiegata su sé stessa, con la testa e lo sguardo rivolto ad un passato non più riproponibile, bloccata sul piano economico e sociale, sfiduciata verso le istituzioni e la politica.

Una politica che si è rivelata inadeguata a governare la città, a rinnovare le sue istituzioni, a guidare i processi di cambiamento verso un reale rinnovamento, a portare a compimento in tempi reali grandi progetti tuttora incompiuti ( Bagnoli, Napoli est, la metropolitana), fonti di incredibile dilapidazione di risorse e di energie.

Soprattutto, una politica incapace, di fronte a processi di profonda trasformazione che investono tutti i paesi e tutte le realtà, di esprimere un progetto in grado di ricollocare Napoli sulla scena nazionale e internazionale. Nel mentre altre città in Europa e in Italia, radicalmente messe in crisi nel loro ruolo tradizionale, sono state in grado,

 in questi stessi anni, di ridefinire il proprio ruolo e ridisegnare la propria immagine e il proprio futuro (si pensi a Torino, che è stata capace di trasformarsi da grande città industriale, a grande città della cultura), Napoli alimenta sempre più un’immagine di sé convenzionale e stereotipata, nella quale la deriva plebea, magica e misterica della rappresentazione della propria realtà offusca un patrimonio prestigioso di storia, di arte e di cultura, che può e deve rappresentare la leva della sua rinascita. Non è più consentito assistere indifferenti a questo declino che appare irrefrenabile, a ciò si ribella la coscienza civile di ciascuno ed è giunto il momento che ciascuno si assuma le proprie responsabilità.

Occorre che le energie migliori della città si mobilitino non sull’ennesimo, generico appello, ma per delineare un nuovo futuro per Napoli sulla base di scelte e contenuti concreti, cogliendo le opportunità che pure si presentano, in questa fase, in maniera significativa, sul piano politico, economico e istituzionale, a livello nazionale e della Unione europea.

E’ da qui che nasce la proposta di 10 progetti per Napoli da parte dell’ l’Istituto per le trasformazioni di Napoli, città metropolitana, che raccoglie esperienze, competenze e professionalità di diversi settori e discipline. 10 progetti da offrire alla città, da collocare e realizzare nella nuova dimensione istituzionale della città metropolitana, in grado di orientarne lo sviluppo verso quelle moderne funzioni urbane, tipiche delle grandi metropoli, che hanno individuato nella cultura, nella ricerca, nel territorio e nell’ambiente le leve più attuali ed efficaci per un diverso sviluppo.

Perché 10 progetti

Per rimettere in moto un processo concretamente orientato a innescare processi di sviluppo non effimeri, ma solidamente fondati su settori e attività in grado di trainare la trasformazione del volto della città e favorire la creazione di nuovo lavoro stabile e qualificato. Perché nell’aprire nuove prospettive di sviluppo della città e nella creazione di un nuovo clima politico-culturale e di rispetto delle regole, si potranno affrontare i problemi mai risolti dell’ordinaria amministrazione, del normale vivere civile e del profondo rinnovamento della macchina amministrativa. Perché solo un progetto ambizioso e credibile per la città, che non sia frutto di interessi corporativi e di parte, può mobilitare le energie morali e intellettuali e le competenze in grado di progettare e realizzare il cambiamento.

Perché in questa fase, a livello nazionale e dell’Unione europea, si vanno definendo nuove risorse, nuove cornici istituzionali e nuovi processi di semplificazione a favore del fare. Senza un credibile progetto e la mobilitazione delle necessarie energie, Napoli perderà anche queste opportunità. I 10 progetti saranno elaborati seguendo alcuni criteri fondamentali relativi al metodo e ai contenuti. Riguardo al metodo, il primo criterio guida sarà quello della massima concentrazione delle risorse disponibili su pochi, ma significativi progetti. E’ assolutamente necessario, infatti, chiudere l’annosa stagione degli interventi a pioggia, che hanno disperso risorse significative, senza alcun risultato in termini di reale sviluppo.

La scelta dei contenuti sarà dettata dal loro rappresentare una prioritaria funzione strategica per competere in un mondo globalizzato; dalla loro intrinseca capacità di essere volani di sviluppo rispetto alle altre attività produttive e al sistema formativo, alla valorizzazione del territorio e dell’ambiente; dalla capacità di favorire sinergie e indurre la creazione di reti e sistemi; dal loro rappresentare quei settori di attività e quelle funzioni che abbiano solide radici nella storia e nelle tradizioni, ma siano in grado di proiettarsi nel futuro. Porre al centro dei progetti le funzioni che devono essere sviluppate nell’interesse generale della città, prima delle opere e dei contenitori sui quali intervenire, in modo tale che prevalga una funzione di utilità generale rispetto all’utilità di singoli soggetti economici e/o istituzionali e la scelta delle localizzazioni e dei contenitori sia il punto di arrivo coerente delle scelte e non il punto di partenza.

Ricerca, cultura, territorio, ambiente le risorse su cui far leva per un moderno sviluppo dell’area metropolitana di Napoli.

Da tempo Napoli ha perso ogni capacità di attrarre energie dagli altri territori nel campo degli studi e della ricerca. Le migliori energie giovanili lasciano ogni anno, in gran numero, la città, alla ricerca di opportunità che qui sono loro negate. Il primo e più importante patrimonio di un territorio è rappresentato dalle risorse umane, di queste risorse oggi si fa scempio. Invertire tale tendenza rappresenta una priorità assoluta.

A questo scopo, i primi dei 10 progetti dovranno riguardare la creazione a Napoli di almeno un centro di ricerca di dimensioni internazionali e di alta formazione, in collaborazione con strutture di ricerca e universitarie di altri paesi all’avanguardia nel campo della genetica, delle biotecnologie, delle tecnologie e di quelle discipline scientifiche che rappresentano le nuove frontiere del sapere. 

Ciò servirà non solo a proiettare significativamente Napoli nel futuro, ma anche a trainare un profondo rinnovamento dell’università e del sistema formativo napoletano, assolutamente inadeguato e in ritardo rispetto alle esigenze di una città civile e moderna. Un’altra priorità nell’elaborazione dei progetti è rappresentata dalla valorizzazione di quel ricco patrimonio culturale, che ha caratterizzato in maniera illustre la città nel corso dei secoli e ha rappresentato forti elementi di un’identità che oggi appare smarrita: un patrimonio archeologico unico al mondo, caratterizzato dalla frantumazione, dall’episodicità e dall’abbandono; un centro antico riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, caratterizzato anch’esso dal degrado e dall’abbandono. 

A tale degrado ha notevolmente contribuito e contribuisce non poco una malintesa cultura vincolistica e antiquaria, che si oppone ad ogni cambiamento; .la tradizione della musica napoletana, con la quale viene identificata tout-court, ancora oggi, la musica italiana nel mondo; tradizione mai interrotta, poiché Napoli è, tuttora, una città dove si produce musica. Il territorio dell’area metropolitana di Napoli e del suo golfo rappresentano, di per sé, straordinarie risorse da valorizzare in una visione integrata e di sistema. 

La presenza di un vastissimo sistema vulcanico, la particolare configurazione del sottosuolo, chilometri di litorali, paesaggi che in altre realtà hanno rappresentato straordinari fattori di sviluppo economico possono e devono trasformarsi in altrettante concrete opportunità di sviluppo.

Napoli città metropolitana

La costruzione di Napoli città metropolitana non si può ridurre ad un processo di trasformazione istituzionale in termini burocratici e amministrativi, essa può e deve rappresentare un momento di svolta verso un futuro di sviluppo sociale, civile ed economico. D’altro canto, solo le grandi dimensioni di un’area metropolitana possono consentire lo sviluppo di quelle funzioni urbane tipiche delle grandi metropoli in tutto il mondo, che rappresentano un’opportunità di traino e di sviluppo per territori di più vaste dimensioni, in alcuni casi di intere regioni.

A tale scopo, la scelta di dare priorità ai contenuti concreti di possibili progetti di sviluppo, che caratterizzino la nascita dell’area metropolitana, è finalizzata ad evitare che l’allargamento dei confini della città si risolva unicamente nell’allargamento dei confini della marginalità e del degrado. Per un nuovo progetto di sviluppo della città, diventa essenziale, infine, realizzare moderne reti della mobilità e dell’informazione e mettere a punto le regole che ne determineranno il funzionamento.

E’ su questo impegno programmatico e per questo scopo che ha preso vita l’Istituto per le trasformazioni di Napoli, città metropolitana. L’invito che i promotori dell’iniziativa rivolgono a tutti coloro che non hanno ancora rinunciato all’impegno civile e sociale è quello di fare insieme questo tratto di strada e di condividere l’ambizione di trasformare questa nostra straordinaria città, contro ogni sentimento di rinuncia e di rassegnazione.

I promotori.